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Processo alle banche: si cerca giustizia

Risparmiatori e azionisti mandano gli ex vertici a processo

Il processo alle banche continua. Anche la Popolare di Vicenza, in un’infuocata assemblea, ha votato con maggioranza bulgara l’azione di responsabilità contro gli ex vertici. In particolare la gestione Sorato-Zonin, quella che ha messo ko una delle due banche più importanti del Nord.

Per il presidente Mion è stata una mattinata difficile, per gli azionisti è stata solo la mattinata che ha permesso loro di sfogare la rabbia, sì, ma soprattutto la delusione. A processo, dunque. Non quello delle aule di tribunale (per ora), ma quello della gente comune. Dei risparmiatori, dei piccoli azionisti. Che non hanno fatto mancare il loro disprezzo neanche nei confronti del dimissionario Francesco Iorio che, a fronte dei mancati obiettivi raggiunti, si è portato a casa una buonuscita milionaria. Alla faccia della banca fallita.

E l’assemblea è stata anche l’occasione del debutto di Fabrizio Viola. Il risanatore. Colui che viene ormai chiamato a tappare i buchi mentre la barca affonda. Indiscusso il suo lavoro al Monte dei Paschi, ci si aspetta molto alla Popolare di Vicenza.

A proposito di MPS, parte (e questo in tribunale) il processo agli ex vertici.

Gli imputati sono 16, accusati a vario titolo per falso in bilancio, aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza in merito a una serie di operazioni ritenute irregolari con cui sarebbero state occultate le perdite dopo l’acquisto di Antonveneta. Giuseppe Mussari, Antonio Vigni e Gianluca Baldassarri, i nomi più noti.

Domani mattina apre così il dibattimento con al centro le operazioni sui derivati Santorini e Alexandria, sul prestito ibrido Fresh e sulla cartolarizzazione Chianti Classico. C’è da aspettarsi una nuova lista di parti civili oltre quelle già ammesse come Fondazione MPS, Consob e Adusbef.

E non finisce qui. Venerdì, infatti, altro processo stesso imputato. Ancora il Monte dei Paschi sotto la lente. A Firenze è di scena la prima udienza del processo di appello nei confronti di Vigni, Mussari e Baldassarri condannati in primo grado dal tribunale di Siena per concorso in ostacolo agli organi di vigilanza, a tre anni e sei mesi di carcere e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici per un filone dell’indagine sulla ristrutturazione del derivato Alexandria.

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