Home / Economia / Banche, lo scenario post referendum

Banche, lo scenario post referendum

I mercati non soffrono, ma le banche vanno giù

La vittoria del no al referendum non ha spaventato i mercati. Le borse chiudono in attivo, tranne Milano che cede lo 0,21%. Un dato irrisorio di questi tempi. Ma quello che preoccupa sono le banche. Che come ci si aspettava, vanno giù. Le milanesi BPM e Banco Popolare lasciano sul piatto rispettivamente -7,91% e -7,44%. Quindi MPS, -4,21%, e Unicredit, -3,36%.

Gli occhi sono tutti puntati sulla banca senese che ha bisogno di importanti iniezioni di capitale estero.

Ma certo questa instabilità politica complica non poco la situazione. Secondo la stessa Equita Sim la ricapitalizzazione di Mps “diventa più sfidante, l’incertezza riduce l’incentivo dei potenziali anchor investor a partecipare”.

Dunque, non c’è stata la fine del mondo, ma non si può neanche dire che non sia successo niente.

Non c’è stata, come per la Brexit e l’elezione di Trump, l’armageddon della finanza.

Ma l’instabilità politica non aiuterà un settore, quello del credito, profondamente incerto.

Ora è il momento per qualche riflessione. MPS si prende tre quattro giorni prima di partire con l’aumento di capitale così da capire cosa succederà nello scacchiere politico. La decisione di un congelamento è stata presa negli uffici di Mediobanca a Milano con tutte le banche del consorzio di garanzia. Probabilmente slitterà anche il cda di MPS in programma per domani. Del resto la discussione era sull’operazione aumento di capitale da aprire il 7 dicembre, ma visti i chiari di luna..

Bruxelles tiene botta rinnovando la fiducia nell’Italia nonostante il voto. Ma le banche restano osservate speciali.

Non è solo il Monte a preoccupare. In balia degli eventi ci sono anche le due venete, Popolare di Vicenza e Veneto banca. Alla prima oggi c’è stato un cambio di vertice. Esce Francesco Iorio ed entra Fabrizio Viola.

Mentre in Europa è allo studio la possibile fusione tra i due istituti. Che se andasse in porto, rappresenterebbe un bagno di sangue a livello occupazionale.

Guarda altro

Profumo, l’ex banchiere che non piace ai mercati. E’ fuga da Leonardo

Fresco di nomina Profumo è già un caso Incredibile che un ex banchiere del calibro …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.